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Santuari per grandi felini: la vita dopo zoo, circhi e cattività

  • Immagine del redattore: Giada Cecchetti
    Giada Cecchetti
  • 17 lug
  • Tempo di lettura: 2 min

Leoni nati in un circo, tigri tenute in una gabbia sul tetto di un ristorante, leopardi cresciuti come animali da compagnia in un appartamento: dietro molte storie di grandi felini in cattività ci sono situazioni di sofferenza difficili da immaginare.


Alcune organizzazioni si dedicano da decenni a dare a questi animali una seconda vita.


Santuari per grandi felini: la vita dopo zoo, circhi e cattività

Born Free Foundation: dal recupero alla sensibilizzazione


Fondata nel Regno Unito nel 1984, la Born Free Foundation è una delle organizzazioni più riconosciute a livello internazionale nel recupero di animali selvatici tenuti in cattività, offrendo loro cure a vita in santuari spaziosi.


Tra le specie protette figurano leoni, tigri, elefanti, gorilla, lupi, orsi e tartarughe marine.


Il santuario più noto gestito dall'organizzazione si trova all'interno della riserva privata Shamwari, in Sudafrica, dove sono ospitati leoni e leopardi salvati da zoo, circhi e proprietà private in diversi paesi del mondo.

Santuari per grandi felini: la vita dopo zoo, circhi e cattività

La prima struttura aprì nel 1996 per accogliere due leoni e un leopardo salvati dal tetto di un ristorante a Tenerife; pochi anni dopo è stato realizzato anche un centro educativo dedicato ai bambini delle comunità locali.


Storie di salvataggio da tutto il mondo


Le operazioni di salvataggio di Born Free attraversano confini e decenni: nel 1987 sei tigri furono recuperate da un carrozzone in pessime condizioni in un circo dismesso nel Kent, in Inghilterra, per poi trovare casa in un santuario in India.


Nel 2015 la Bulgaria ha vietato l'uso di grandi felini nei circhi, permettendo il salvataggio degli ultimi due leoni da circo del paese, rimasti per mesi in un carrozzone angusto.

Più recentemente, nel 2022, quattro leoni soprannominati "i leoni del lockdown" sono stati trasferiti dalla Francia, dove erano stati ceduti da un circo, fino al santuario sudafricano, dopo un percorso ritardato dalla pandemia.


Santuari per grandi felini e animali provenienti dal circo

Perché questi animali non possono tornare in natura: la vita dopo zoo circhi e cattività nei santuari per grandi felini


Un aspetto spesso poco compreso della vita per i grandi felini dopo zoo, circhi e cattività, è che la maggior parte dei grandi felini salvati da contesti di cattività non può essere rilasciata in natura: nati in cattività o privati per troppo tempo della possibilità di sviluppare comportamenti naturali di caccia e sopravvivenza, questi animali riceveranno cure specialistiche per il resto della loro vita all'interno di recinti ampi pensati per ricreare un ambiente quanto più naturale possibile.


Un lavoro che va oltre il singolo salvataggio

Oltre al recupero diretto, Born Free porta avanti un'intensa attività di sensibilizzazione sulle condizioni di vita della fauna selvatica in cattività e collabora con le comunità locali per ridurre i conflitti tra esseri umani e fauna selvatica, dimostrando che la tutela degli animali e il benessere delle persone che vivono accanto a loro possono procedere di pari passo.


Ti mostriamo il dietro le quinte di attivisti, volontari, rifugi e realtà a favore dell'ambiente animale ogni mese, sul canale YouTube @ProgettoAnimals.

Fonti utilizzate per scrivere quest'articolo "Santuari per grandi felini: la vita dopo zoo, circhi e cattività":


Born Free Foundation, Rescue Success Stories


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Fennec

Perché un Fennec?

Tra i molti stupefacenti animali che popolano questo pianeta, alcuni più di altri hanno dovuto sviluppare particolarità specifiche per sopravvivere a condizioni estreme.

Tra le molteplici specie esistenti, il Fennec ha sempre rapito la mia attenzione più facilmente di altri.

Sarà quel musetto dolce o la sua statura minuta?
 

Il fennec è il più piccolo canide del mondo e molti studiosi insistono ancora ad oggi per classificarlo come una specie a sè stante, non appartenente alla famiglia Vulpis (volpe).

Le sue enormi orecchie disperdono il calore e amplificano l'udito, essenziali per la caccia notturna e l'individuazione di prede sotterranee.

La folta pelliccia color sabbia lo protegge dal caldo torrido e dal freddo pungente, mentre le zampe pelose gli consentono di muoversi agilmente sulla sabbia rovente.

La capacità di ricavare acqua dal cibo e la vita in tane sotterranee completano il quadro di un animale perfettamente equipaggiato per la sopravvivenza nel deserto.

Questo blog vuole prendere esempio proprio dal Fennec che, nonostante la sua stazza e l'ambiente ostile del Sahara, vive al meglio la propria esistenza.

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